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Domenica, 05 Set 2010

Patologie

Entesopatie

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EntesopatiePer entesopatia in campo medico, si intende qualunque alterazione artritica di un entesi.

Definizione di entesi
L'entesi (chiamata anche giunzione osteotendinea) è l'inserzione di un tendine o legamento ad un osso, essendo composta da molti ricettori nervosi facilmente si possono osservare delle manifestazioni dolorose legate ad una sua disfunzione.

Esistono diversi tipi di entesopatia, fra cui:

 



 

 

Tipologia

  • Borsite sottoacromio-deltoidea
  • Entesopatia del tendine d'Achille
  • Spalla di Milwaukee
  • Spalla rigida
  • Tendinopatia inserzionale della cuffia dei rotatori
  • Tendinopatia inserzionale degli estensori della mano (più conosciuta con il termine gomito del tennista)

Eziologia
Ogni tipo di trauma o infiammazione a carico dell'entesi comporta una entesopatia. Alcune malattia endocrine e metaboliche e anche alcuni tipi di farmaci possono provocare un'entesopatia. Per quanto riguarda le forme localizzate esse sono più diffuse fra gli atleti e i nomi delle infiammazioni tipiche prendono il nome dalla professione svolta (esempio il gomito del tennista).

Sintomatologia
Fra i sintomi e i segni clinici si riscontrano edema e sclerosi reattiva.

Terapia
La somministrazione farmacologica di FANS risulta essere il trattamento di scelta.

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Contusione

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contusioneLe contusioni sono lesioni conseguenza di un trauma diretto la cui forza vulnerante non è sufficiente a provocare una discontinuità, nel qual caso si deve parlare più propriamente di ferita, dei tessuti biologici.

Possono interessare tutti i tessuti e gli organi del corpo umano, sia esterni che interni.

Nell'ambito delle contusioni si possono distinguere:

  • ecchimosi: lesioni caratterizzate dalla rottura di piccoli capillari, con modesto stravaso ematico, mentre lo strato superficiale rimane integro.
  • ematoma: lesione in cui si ha la rottura di vasi sanguigni più grandi con conseguente emorragia significativa. La raccolta di sangue può rimanere circoscritta o infiltrare i tessuti circostanti.
  • abrasione: caratterizzata da micro rotture degli strati più superficiali dell'epidermide.
  • escoriazione: quando la discontinuità interessa gli strati più profondi e si accompagna a modeste lesioni vascolari.

Le contusioni sono lesioni molto frequenti ed in genere non richiedono terapie particolari tranne che nel caso degli ematomi voluminosi o che comprimono strutture vitali e che vanno svuotati per aspirazione.
Quando l'evento traumatico ha una intensità tanto elevata da provocare oltre al fatto contusivo anche una rottura dei tessuti, di solito non lineare e a margini sfrangiati si parla di ferita lacero-contusa.

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Borsite

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BorsitePer borsite si intende un processo infiammatorio della borsa sierosa di un'articolazione.


In condizioni normali, il movimento tra tendini e muscoli è mantenuto dalla presenza di due foglietti con interposto un liquido sieroso di scorrimento, evitando così che si generino fenomeni di attrito.

Il principale sintomo della borsite è l'algia (dolore) al movimento ed alla palpazione.

La patologia è diagnosticata attraverso un esame ecografico dei tessuti molli della zona interessata che risulta solitamente tumefatta ed edematosa, arrossata e calda.

La terapia della borsite consiste nell'immobilazione dell'articolazione interessata con terapie di supporto sintomatiche (farmaci antidolorifici), curative (crioterapia, farmaci antinfiammatori, infiltrazioni) e riabilitative (ultrasuoni, ionoforesi).
In alcuni casi, ripetuti microtraumi, possono portare ad una cronicizzazione del processo infiammatorio, il cui unico rimedio è l'intervento chirurgico.

 

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Tunnel carpale

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Tunnel carpaleIl tunnel carpale o canale carpale è un canale osteo-fibroso situato nella regione palmare del polso. Offre alla descrizione una parete posteriore, costituita dalla doccia carpale, ed una anteriore, costituita dal legamento trasverso del carpo.

Il tunnel carpale è attraversato sia da tendini muscolari, avvolti dalle proprie guaine sinoviali, sia da vasi sanguigni e nervi. Attraversano il tunnel:

  • I tendini del muscolo flessore superficiale delle dita
  • I tendini del muscolo flessore profondo delle dita
  • Il tendine del muscolo flessore lungo del pollice
  • Il nervo mediano
  • Il ramo palmare e quello dorsale del nervo ulnare
  • L'arteria ulnare
  • Le vene ulnari

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Distorsione

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DistorsioneUna distorsione è una patologia a carico dell'apparato locomotore; è causata da traumi o contusioni soprattutto delle ossa più sporgenti, o di movimenti innaturali delle ossa mobili, ma anche un insufficiente tono muscolare può facilitarla. Consiste in una temporanea modificazione dell'articolazione che non comporta però una perdita di contatto tra le superfici articolari come una lussazione.

La distorsione provoca un danno di gravità variabile alle componenti dell'articolazione: capsula, legamenti, tendini e menischi. I sintomi caratteristici sono gonfiore, dolore e sensazione di calore. Il medico specialista effettuerà gli accertamenti necessari ad eliminare il sospetto di una frattura e consiglierà il trattamento più adatto.

In caso di distorsione occorrerà mettere immediatamente a riposo l'arto interessato, comprimere l'articolazione con un bendaggio rigido, applicare ghiaccio e, se il caso lo richiede, elevare l'arto per ridurre l'edema. Dopo un periodo di riposo, occorrerà effettuare una opportuna riabilitazione, che consisterà in esercizi per rinforzare la muscolatura e per recuperare l'articolarità. Sarà utile associare anche dei mezzi fisici come l'ultrasuonoterapia, il laser, la magnetoterapia, o anche la mesoterapia. Le articolazioni interessate da una distorsione sono solitamente il ginocchio, il polso, il gomito e, molto frequentemente, la caviglia. Occorre preoccuparsi molto quando la distorsione è proprio a carico della caviglia, poiché potrebbe portare a distorsioni recidivanti anche per tutta la vita, a causa di disfunzioni permanenti e mancanza di risposta muscolo-tendinea. In genere, la riabilitazione consiste nel recupero dell'identica logica posturale precedente al trauma, valutando bene i punti di appoggio del piede al suolo (cosa che spesso viene alterata) e l'allineamento del piede con la gamba. Nella maggior parte dei casi basta riposo e fasciatura; per alcune distorsioni più gravi si ricorre ad immobilizzare con un'ingessatura come per le fratture, ma raramente si ricorre all'intervento chirurgico per ricostruire i legamenti lesionati. Si ricorre all'operazione quando le condizioni legamentose potrebbero portare ad un'instabilità permanente dell'arto, o alla nascita di complicazioni secondarie (artrosi, altri dolori).

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